Stairway to San Martino’s heaven

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Stairway to San Martino’s heavenAvete presente quelle scale sotto il belvedere del piazzale di San Martino invase da bottiglie di birra rotte e non, cartacce e bicchieri? Bene, quella è una delle storiche pedamentine napoletane, che collega l’area di San Martino e la zona di Montesanto. Il termine pedamentina sta per “pedamontano” cioè “ai piedi del monte” indicando quindi l’originale funzione della gradonata del collegare la città bassa alla collina.

Questo percorso è legato alla fondazione della Certosa di San Martino: viene infatti creato per il trasporto del materiale necessario ai lavori che cominciano nel 1325 sotto la direzione degli architetti Tino di Camaino e Francesco de Vito. Nell’età angioina ha inizio l’urbanizzazione della collina vomerese ed è qui che la pedamentina prende il ruolo di accesso alla zona, data la splendida posizione ambientale.

In una cartografia della città di Duperac-Lafrery del 1566 si poteva notare che il tracciato era formato solo da alcuni tornanti che risalgono il fianco della collina con andamento ampio e regolare; successivamente poi vengon costruite le scale, come si vede nella Pianta del duca di Noja del 1775.

Se voi cominciate questo camminato vi accorgerete che lungo la prima parte, partendo dal piazzale di San Martino, la pedamentina costeggia edifici abbandonati che dovrebbero esser recuperati e restaurati; nel tratto finale prima del Corso Vittorio Emanuele, la gradonata attraversa invece un luogo sede di uffici, studi professionali e case abitate.

Una volta arrivati al Corso, la pedamentina sbuca di fronte all’istituto statale A. Serra, praticamente alle spalle dell’ex Ospedale militare e da qui, per raggiunger il centro, si puo’ proseguire la discesa di vico Trinità delle Monache o le scale di Montesanto.

Con un totale di 414 scalini ma soprattutto dopo averli scesi tutti in una mattinata soleggiata, posso dirvi con certezza che la pedamentina è una piacevole e interessante passeggiata che offre un’ampia veduta della vecchia e bella Napoli dall’alto.

-Mariagiovanna Guillaro

 

 

 
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