Piazza San Gaetano, dagli antichi greci a Vicenza

Piazza San Gaetano
 

Ogni giorno migliaia di turisti passano davanti alla statua di San Gaetano, spesso andando di fretta verso Napoli Sotterranea o per far le foto nella famosissima San Gregorio Armeno. Eppure, fermandosi un secondo in più, le persone scoprirebbero che si trovano in uno dei luoghi più antichi della città, risalente addirittura ai tempi dei romani. 

Partiamo già dal personaggio: Gaetano da Thiene, nato in provincia di Vicenza, è un uomo assai enigmatico. Morto proprio a Napoli, la sua tomba si trova all’interno della chiesa di San Paolo Maggiore, alle spalle della statua. Proprio la chiesa fu costruita sulle rovine del tempio dei Dioscuri.

Ed eccoci quindi in epoca romana, nel cuore della piazza: questo luogo è il vero cuore di Neapolis, l’agorà degli antichi coloni greci e, successivamente, il foro della città romana.
Qui, infatti, sorgevano tutti gli edifici più importanti della città, oltre ad essere il luogo in cui si recavano gli imperatori, gli ambasciatori e gli uomini più importanti dei tempi antichi per stipulare accordi. Sorgevano inoltre numerosi templi, teatri ed ogni altra sorta di amenità.

La piazza fu sempre il vivo cuore di Napoli fino al 1270, anno in cui Carlo d’Angiò decise di regolamentare alcuni aspetti della città, primo fra tutti, il mercato pubblico, che fu spostato in un grandissimo slargo all’esterno delle mura cittadine, la nuova “Piazza Mercato”.
La nostra piazza, quindi, sarà chiamata da allora “Piazza del Mercato Vecchio“, proprio per distinguerla dalla piazza attuale.

Fu solo nel 1656 che la piazza assunse il suo nome attuale, proprio in onore della statua di San Gaetano, eretta per volontà del popolo per riconoscenza verso il santo, dopo l’epidemia di peste che sconvolse la città.
Da allora in avanti, Piazza San Gaetano è diventata sempre (relativamente) meno importante nella vita di Napoli, finché nel 1800 non furono aboliti anche i Sedili, una forma di governo locale che trovava origine addirittura nelle “fratrie” di epoca romana e che da due millenni si riuniva nell’antica agorà napoletana.

-Federico Quagliuolo

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