Il Palazzo del Diavolo nel cuore di Napoli

Il Palazzo del Diavolo, o Palazzo Penne, è uno dei più interessanti palazzi del centro antico di Napoli

Palazzo Penne è uno dei palazzi più interessanti del centro storico di Napoli: affacciato sul largo San Demetrio, è uno dei pochi esempi di architettura residenziale di epoca angioino-durazzesca.


Più precisamente il palazzo risale al 1406 ed apparteneva ad un colto borghese, Antonio Penne, segretario del Re Ladislao di Durazzo. Sopra l’arco che racchiude il portone d’ingresso ( testimonianza originale di artigianato del periodo gotico) vi sono delle penne, simbolo della casata, mentre sul bugnato che ricopre la facciata è raffigurato il giglio angioino; più in alto sono presenti dei piccoli archetti recanti lo stemma dei Durazzo.

Dopo diverse questioni relative all’ eredità del palazzo, questo passò , nel 1683, all’ ordine dei Padri Somaschi, fino alla soppressione dell’ordine avvenuta durante il decennio Francese (1806-1815). Il palazzo poi venne messo in vendita e acquistato dall’abate Teodoro Monticelli, nobile dei baroni di Cerreto, illustre vulcanologo che qui vi trasferì la sua collezione di minerali.

Ad ogni modo, come quasi tutti i palazzi di Napoli, anche qui è celato un mistero; non a caso Palazzo Penne è chiamato anche “Palazzo del Diavolo”.
Si narra infatti che Antonio Penne appena giunto a Napoli si sia innamorato di una bellissima ragazza; sfortunatamente la fanciulla aveva già avuto diverse proposte di matrimonio, ma a quanto pare essa promise ad Antonio che avrebbe accondisceso a sposarlo se le avesse costruito un palazzo … in una notte.

Ritenendo che l’impresa fosse a dir poco impossibile, Antonio pensò bene di chiedere aiuto al diavolo, al quale egli aveva promesso la sua anima firmando addirittura un contratto. Antonio però aveva stipulato anche una clausola: la sua anima sarebbe stata del diavolo solo se questi fosse riuscito a contare tutti i chicchi di grano che egli avrebbe sparso nel cortile del palazzo.
Il diavolo cominciò a contare i chicchi , ma Antonio furbescamente aveva mescolato nel grano anche della pece , cosicchè risultò impossibile al diavolo contare i chicchi. Ingannato e raggirato, il diavolo sprofondò in un buco apertosi al centro del palazzo.

Il buco è visibile ancora oggi, sebbene molti lo considerino un semplice pozzo.

-Gaia Borrelli

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