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Nicola Rocco, il napoletano che ideò il Diritto Internazionale Privato

 

 

A volte basta alzare gli occhi per incrociare i nomi di illustrissimi uomini, di mirabili intellettuali, di napoletani che hanno cambiato la Storia.

Questa volta fra i fili elettrici, le auto che strombazzano e lo smog che sporca i palazzi di Via Pessina, troviamo una targa dedicata ad un tale Nicola Rocco. Chi diavolo era?

Nientedimeno che l’ideatore del Diritto Internazionale Privato, un professore della Federico II.


Il 1800, fu un anno cruciale per la storia del diritto: per la prima volta, dopo mille anni di regni, staterelli, feudi e feudatari, il mondo scoprì che i cittadini di popoli diversi potevano comunicare fra loro: iniziarono a sorgere le prime alleanze, le prime comunità internazionali ed i primi pensatori tedeschi cominciarono a chiedersi “Quale sarà la dimensione dell’Uomo in Europa?”.

 

Napoli, la culla della Legge, non rimase insensibile ad una tematica così moderna: per la prima volta si intensificarono gli scambi e gli incontri fra i cittadini di diversi Stati, pensieri e culture nella capitale del Sud Italia: come far interagire i cittadini?

Ci pensò un magistrato e professore di Diritto Internazionale e Commerciale nel Regno delle Due Sicilie, studioso di tutti i sistemi giuridici vigenti nell’Europa di metà ‘800: Nicola Rocco, il rampollo di una antichissima famiglia nobiliare che, sin dal ‘600, era immersa nella giurisprudenza, scrisse il primo trattato di diritto internazionale al mondo, studiato in tutte le università d’Europa.

La copertina del suo famosissimo trattato di diritto internazionale

La copertina del suo famosissimo trattato di diritto internazionale

Nacque a Casoria nel 1811, già a 25 anni scrisse un trattato di Diritto Civile e, successivamente, scrisse per la prima volta uno studio lungo, complesso, approfondito di tutte le leggi degli Stati d’Europa, per creare un primo trattato di Diritto Internazionale, un qualcosa che fosse comune a tutti i cittadini di paesi che, mille anni dopo la caduta di Roma, vissero in guerra fra loro: a Napoli, per la prima volta, fu sognata una legge unica d’Europa. 

 

Per la prima volta, infatti, Nicola Rocco scrisse un codice che conteneva tutti i principi del diritto privato internazionale, regolando i rapporti ed i contratti fra i cittadini d’Europa. Un’opera incredibile, che anticipò di 150 anni un progetto che in Italia è stato realizzato solo nel 1995

Ad oggi il suo ricordo è limitato ad una targa muta a Via Pessina ed una stradina dalle parti di Piazza Carlo III, entrambe dedicategli il giorno della sua morte, nel 1877.
Niente statue nella Villa Comunale, niente discorsi commoventi al Senato per commemorare la sua dipartita: forse il nostro Nicola Rocco pagò il fatto di essere stato uno dei più importanti studiosi del diritto borbonico, forse pagò il fatto di essere stato solo un professore mai immischiato nella politica sabauda, mentre invece suo figlio diventò senatore del Regno d’Italia.

L’intera famiglia Rocco, ancora oggi, è una delle più antiche famiglie nobiliari di Napoli che può vantare magistrati, avvocati e professori di diritto fra i suoi membri: addirittura Indro Montanelli disse che “I Rocco sono un allevamento di cavalli di razza“.

Attenzione: Nicola Rocco va confuso con Alfredo Rocco, altro famosissimo giurista napoletano che diede il nome nel 1930 all’attuale Codice Penale!

-Federico Quagliuolo

Author: Federico Quagliuolo

Fotografo e scrittore, classe 1992. Vado in giro con la Vespa alla ricerca di tutte le curiosità nascoste dietro le strade che esploro. Sono il fondatore di Storie di Napoli, il gruppo di ragazzi innamorati della propria città che oggi conta due libri pubblicati, 70.000 fan e molti premi nazionali. Ho studiato al Liceo Sannazaro e mi sono laureato in Giurisprudenza alla Federico II. Nonostante gli studi classici, sono appassionato di tecnologia e motori. Sogno un giorno di poter raccontare tutte le storie d'Italia.

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