La Pizza nacque nel 1400 a Rua Catalana

Il rumore sordo di ferraglia di una vecchia serranda è l’unico suono che si udisce a Rua Catalana dopo le otto di sera. 
L’ultimo negozio chiude, il proprietario si incammina verso l’auto, due amici chiacchierano seduti su un motorino parcheggiato a bordo strada. Attorno, il silenzio. Quasi come se non esistessero i rumori ed i clacson della vicina e trafficatissima Via Depretis; quasi come se i residenti non sapessero che la pizza è nata qui, ben due anni prima della scoperta dell’America.

Ma andiamo per ordine: Rua Catalana? Perché un nome così strano? L’ennesima traccia delle influenze spagnole a Napoli?
Sì e no. In realtà, il nome, lo dobbiamo ai francesi: “rua”, infatti, è la storpiatura napoletana del termine francese “rue”, che indica “strada”.
Per il “catalana”, c’è poco da interpretare: Napoli, città di mare e luogo di incontro di tutte le culture d’Europa, non poteva non ospitare un popolo così fiero e ricco come quello catalano, accolto dalla Regina Giovanna I.

Questa strada è, inoltre, una delle poche (quasi) sopravvissute allo sventramento del 1800 e ricorda ancora i tempi in cui il mare arrivava a pochi metri dagli antichi palazzi medievali, come ci ricorda la chiesa in fondo nella foto: si chiama “Santa Barbara dei cannonieri e dei marinai” ed è un nome che parla da sè. (…ironia della sorte, la chiesa originale fu demolita nel 1898 per poi costruire quella attuale, più piccola).
Come un po’ tutte le strade di questa zona del Porto, anche Rua Catalana ospitava delle botteghe di maestranze artigiane, oggi in buona parte sopravvissute: lungo tutta la strada c’erano i migliori lavoratori di materie prime del Regno, abilissimi artisti che modellavano il ferro, il rame e tutte le materie prime meno raffinate.

Ed è proprio qui, verso la fine del 1400, che nasce la prima pizza, il piatto più famoso del mondo: nel luogo in cui è stata scattata la foto, infatti, sorgeva la taverna di un certo “Mastro Nicola”, cuoco che dava da mangiare a tutti i bottegai del quartiere, dato che il suo piatto forte era una economicissima focaccia cotta al forno con pecorino, strutto, basilico ed origano.
Per chi volesse provarla, è ancora oggi conosciuta come la “Pizza mastunicola” e la ricetta è quella dei tipici cibi poveri: semplice e buona.

-Federico Quagliuolo

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