Il Borgo di Antignano, il villaggio del Vomero sopravvissuto

Antignano notte

Benvenuti ad Antignano, l’antichissimo borgo vomerese.
Si tratta di un patrimonio dal valore inestimabile, perché queste strade sono le ultime testimonianze delle antiche origini umili ed agricole della collina del Vomero, un tempo divisa fra quattro piccoli casali: uno di questi, il più antico, era proprio Antignano, unico centro abitato sopravvissuto alle costruzioni che, a partire dagli anni ’50, cambiarono completamente il volto del quartiere.

L’origine del nome Antignano è dibattuta, ma (quasi)tutti concordano sulla datazione: parliamo dei tempi dell’impero romano, quando fu costruita qui una strada detta Antiniana, che fu erede della antichissima via “Puteolis Neapolim per colles“, ovvero “da Pozzuoli a Napoli attraverso le colline” (della strada rimangono alcuni resti antichi ed abbandonati proprio dalle parti di Agnano e all’interno della Mostra d’Oltremare).

Sembra, infatti, che la zona sia stata chiamata “Antiniana” perché si trovava “Ante Agnanus“, prima di Agnano.
Altri storici, però, credono che il nome sia dovuto ad un ricco proprietario del feudo, tale Antonio, da qui “Antonianum”.
Proprio in questo periodo, alle spalle dell’antico villaggio e lungo questa strada, circolavano le spoglie di San Gennaro. E fu proprio davanti al villaggio che per la prima volta il Santo sciolse il sangue.

Passano ben 1700 anni dai tempi di Roma e di Antignano abbiamo solo qualche accenno in poemi e testi antichi, nei quali si celebrano “i prati odorosi” del luogo ed il buon vino.
Arriviamo, poi, ai tempi del regno indipendente dei Borbone: Antignano non è più un casale fuori Napoli, è diventata periferia della città: ospita, infatti, un “muro finanziere“, ovvero un ufficio della dogana.

Targa dogana antignano
La targa dell’antica dogana, esiste ancora oggi

Anche nei borghi vicini, alias Vomero, Case Puntellate ed Arenella, ci sono ancora testimonianze degli antichi uffici della dogana, gli stessi che troviamo anche a Capodimonte. Antignano, però, ha la peculiarità di conservare un edificio intero intatto e ancora abitato, con tanto di targa nella quale è scritto “Qui si paga per i regi censali“.
All’epoca borbonica, infatti, Antignano era ancora al di fuori dei confini cittadini.

-Federico Quagliuolo

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