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L’Acquaiolo, il mestiere sopravvissuto a Napoli

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Con il caldo estivo, perché non rinfrescarci con la storia dell’Acquaiuolo, raccontata proprio da una degli ultimi “superstiti” di questo antico mestiere?
Si trova tutt’ora a Via dei Tribunali, vicino alla pizzeria Sorbillo: passate a darle un omaggio!

Si tratta infatti di un mestiere che a Napoli fu inventato proprio per combattere la… crisi del posto fisso per i giovani.
Gli acquaioli erano spesso ragazzi con una età che andava dai 15 ai 25 anni, in cerca di qualche piccolo soldo da risparmiare: si muovevano con piccoli carretti di legno, mentre i più fortunati riuscivano a comprarsi piccolissimi locali.

L’ acqua che vendevano era quella sulfurea proveniente dal Monte Echia, conosciuta come “ l’acqua d’ ‘e mummarelle”. Le mummarelle erano anfore in terracotta in grado di conservare fresco il liquido.
Le fonti dalle quali gli acquaioli si rifornivano erano principalmente due: quella “frizzante” di Santa Lucia, che scorreva sotto il Monte Echia, e la fonte del Serino, che, dai tempi dei Romani ad oggi, rifornisce d’acqua corrente tutta Napoli. (Piccolo omaggio alla signora Gentile).
Gli acquafrescai del Borgo Marinaro furono poi chiamati “Luciani” proprio perché spesso si riunivano attorno alla chiesa di Santa Lucia: si trattava per lo più di giovani e seducenti venditrici che attiravano clienti offrendo loro acqua fresca e dissetante, spesso aggiungendo una spremuta di limone per regalare una bibita dissetante.

I Luciani erano soliti concludere questa “sessione estiva” di mercato con un festa che aveva luogo l’ultima domenica di agosto in onore della Madonna della Catena: essi avevano l’abitudine di tuffarsi a mare e gettavano in acqua chiunque si trovasse a passare a quell’ora per la riviera.

Piccola curiosità:
“Acquaiuò, l’acqua è fresca?”
“E’ fresca comm’ ‘a neve!”
Come facevano a mantenere l’acqua VERAMENTE fresca, nonostante il solleone di Agosto?
Con un sistema “rubato” agli antichi romani: merito proprio delle anfore di terracotta. Nei locali, invece, si utilizzava un “frigorifero” d’argilla in cui mettere grossi rifornimenti di vasi.

-Valerio Iovane e Federico Quagliuolo

Author: Federico Quagliuolo

Giornalista e fotografo napoletano, classe 1992. Specializzato in fotografia di eventi, fotogiornalismo e still-life. Speaker per Radio CRC e studente del Master in Giornalismo dell’Università Suor Orsola Benincasa. Sono il fondatore del gruppo Storie di Napoli, che oggi conta più di 60.000 iscritti su Facebook, due libri pubblicati e svariati premi nazionali. Amo i gatti, la fotografia, la Vespa e il Napoli. Ex studente del Liceo Sannazaro ed ho conseguito la laurea ad ottobre 2017 in Giurisprudenza all’Università Federico II. Finalista nel 2011 e 2012 per il premio nazionale di giornalismo Alboscuole, ho poi lavorato per diversi giornali, fra cui Il Denaro e l’Inchiesta Napoli, oltre ad aver diretto il magazine della facoltà di Giurisprudenza. Innamorato della ricerca storica, dei palazzi abbandonati e delle leggende antiche, sogno di poter raccontare un giorno in TV le storie di tutte le città che visiterò.

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