Il Rione Santa Lucia, ultimo difensore dei Borbone

Questo scorcio è l’ultimo rimasuglio di un lontano ricordo di Santa Lucia, una reminiscenza di una intera cultura sventrata, distrutta ed eliminata come la memoria dei napoletani vinti.

Le strade ed i palazzi che prima erano il cuore del quartiere di Santa Lucia, infatti, adesso sono diventati uno sfondo, una accozzaglia di ruderi malmessi coperta da una magnifica cornice creata alla fine del 1800: come per Corso Umberto: l’operazione voluta dai promotori del “Risanamento” fu una gigantesca ricostruzione di viali e strade di Napoli, per creare una facciata nuova che coprisse gli edifici antichi. Furono addirittura cambiati i nomi di molte strade da una apposita commissione!

Via Serapide è un luogo che in pochi centimetri condensa i segni di tutte le ferite che ha avuto la nostra città negli ultimi 150 anni: partendo dai palazzi ottocenteschi, salendo la scala di fronte, si trova ancora una piccola torre che, chissà, tanti anni fa era un faro dal quale i pescatori guardavano il mare.
Dietro questa torre, poi, sorge un gigantesco palazzo di sei o sette piani, parente dei mostri degli anni ’70 che hanno invaso le colline di Napoli.

Santa Lucia ed i suoi abitanti, come se non bastasse, furono cancellati dalla storia proprio per mano dei piemontesi: come raccontano molte cronache di fine ‘800, furono i cittadini “Luciani” ad essere i più irriducibili sostenitori della vecchia monarchia napoletana, cosa inaccettabile per i nuovi arrivati.

Si raccontano diverse storie sul legame fra i Borbone e Santa Lucia: Ferdinando II, ad esempio, girava sempre senza scorta dalle parti di Via Serapide, dato che qui si vendevano i migliori frutti di mare di Napoli ed il Re ne andava pazzo, tanto da inventare una “laurea” per i pescatori, gli “Ostricari fisici”.
Oppure, quando fu esiliato Francesco II a Parigi, Vincenzo Gemito gli regalò una piccola scultura che ritraeva un luciano con un’anfora d’acqua, proprio per ricordargli i luoghi della Napoli che più amava.
Quando infine Liborio Romano diede potere ai camorristi guidati da Tore ‘e Criscienzo per tenere a bada i napoletani, tutti i cittadini di Santa Lucia insorsero violentemente contro gli scagnozzi del ministro garibaldino.
Lo stesso Romano, poi, disse espressamente che “i Luciani non potranno mai essere nominati guardie cittadine (Che furono i camorristi “convertiti” in una organizzazione paramilitare per tenere sotto controllo Napoli durante l’ingresso di Garibaldi)

Questa lealtà fu punita severamente: i luciani, ridotti in miseria, furono in massa espropriati ed abbandonati dallo Stato durante il Risanamento.
Poveri, disperati e senza più una casa, gli abitanti di Santa Lucia decisero di abbandonare la loro terra, diventando di fatto i primi emigranti italiani verso le Americhe, una storia drammatica alla quale Ferdinando Russo dedicò un componimento chiamato, appunto, “Santa Lucia”.
E così il mare, l’unico amico che non ha mai tradito i napoletani, diventò l’ultima salvezza di una Napoli che non tornerà più.

-Federico Quagliuolo

More from Federico Quagliuolo

Francesco Del Giudice, il geniale direttore dei primi pompieri d’Italia

Francesco Del Giudice fu il padre dei pompieri moderni grazie ai suoi...
Read More