La storia di Via Scarlatti

Via Scarlatti Storie di NapoliVia Scarlatti: la Gran Via del Vomero, la Rambla del quartiere borghese della città. Se in Italia tutte le strade portano a Roma, al Vomero tutte le strade portano a Piazza Vanvitelli. E Via Scarlatti è sicuramente la strada più importante: viva e vissuta, chiassosa e mai dormiente.Di giorno popolata dai banchetti con i gattini e dagli artisti di strada, da stand e mostre, da chi esce dai negozi carico di vestiti e da chi gusta un gelato.
Via Scarlatti è anche terra di amicizie e conoscenze: non c’è residente del Vomero che non abbia incontrato qui conoscenti ed amici, un po’ come se questa strada fosse la “Via Roma” di un piccolo paesino: ci passano tutti.

Di sera non cala il silenzio: qui passeggiano ragazzi che mangiano le patatine, residenti con i loro cani ed i clienti che escono dai numerosissimi pub e ristoranti vicini. Ed anche quando ha chiuso l’ultimo locale, si sentono sempre i passi solitari di qualche sconosciuto che attraversa questa strada, quasi come se fosse un’offesa lasciar vuota Via Scarlatti.

Nata nel 1874 per opera della Banca Tiberina (che, nonostante il nome, era piemontese ed i proprietari erano membri della famiglia Savoia) come arteria principale del nascente quartiere Vomero, la strada non ha storie oscure ed appassionanti come quelle del Centro Storico, per quanto, cent’anni prima della speculazione edilizia del dopoguerra che distrusse Napoli, il quartiere Vomero nacque paradossalmente proprio per un atto speculativo dei Savoia.

Fu pedonalizzata negli anni ’90 fra le proteste furiose dei negozianti, con la convinzione che quella trovata avrebbe condannato l’economia del quartiere. Oggi è diventata, invece, protagonista indiscussa delle vite di tutti i napoletani.

-Federico Quagliuolo

 

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