La storia di Giuseppe Moscati, il medico santo

Il santo laico, l’uomo che usò la scienza come strumento di Dio.

Scienziato, studioso ed uomo devoto alla religione: Moscati era il punto di incontro fra religione e scienza. Per lui la fede non era un limite, anzi, la ricerca della verità attraverso la scienza serve proprio ad avvicinarsi a Dio.

Era una delle menti più brillanti d’Europa: autore a delle più importanti ricerche mediche dell’epoca, professore di Chimica Medica, appassionato lettore di classici latini e greci ed assiduo frequentatore della chiesa del Gesù Nuovo.

Era chiamato “il medico anàrgiro” (dal greco “anargyros“, senza soldi), dato che riceveva nel suo studio quotidianamente decine di pazienti poverissimi, spesso vestiti di stracci. Moscati non chiedeva una lira per curarli, anzi, spesso era lui a pagare di tasca propria i loro costosi medicinali: era questo il giusto comportamento di un vero medico, secondo la sua deontologia.
Quando però la mente e le passioni prendono il sopravvento sull’umana fragilità, il corpo si ribella: Moscati, nel pomeriggio del 12 Aprile del 1927, si trovava nel suo studio .

Chiuse i suoi occhiali, li ripose sulla scrivania e, un istante dopo, si accasciò al suolo in preda a dolori lancinanti nel petto.

E così, mentre dinanzi alla porta del suo studio si accalcavano decine di miserabili e derelitti alla ricerca di un conforto, dall’interno della stanza non proveniva più alcun suono: servì poco tempo per far allarmare i presenti, che trovarono Moscati morto.

Nel suo studio a Via Cisterna dell’Olio lasciava sempre un cappello con su poggiato un bigliettino: “chi ha metta, chi non ha prenda“.

Fu qui che intervenne quella magia, quel miracolo che non si sa cos’abbia di divino, di eretico o di realistico: Giuseppe Moscati, infatti, si aggira ancora fra i corridoi degli ospedali napoletani e spesso è comparso in sogno agli ammalati, confortandoli e dando loro consigli.
L’episodio più clamoroso, però, avvenne nel 1978: un ragazzo in fin di vita per una leucemia, ormai rassegnato e morente su un lettino di ospedale, vide di notte avvicinarsi la figura di un uomo alto e distinto, con due baffi non più alla moda ed un modo di fare assai tranquillo. Dopo avergli somministrato un farmaco sconosciuto, disse al ragazzo di addormentarsi: la mattina seguente, l’ammalato guarì fra lo stupore di tutti i medici.
Nessuno riuscì mai a spiegare quel miracolo clinico. O almeno così vuole la leggenda.

Nel mondo cristiano si tramandano le storie di numerosi miracoli, con Moscati che, manifestandosi in sogno o con apparizioni nel mondo reale, ha curato malattie apparentemente mortali.  Fu proprio grazie ad uno di questi avvenimenti inspiegabili che, nel 1987, fu nominato santo l’uomo che, col suo fantasma, riuscì a mettere d’accordo cristiani e laici anche dall’aldilà.

-Federico Quagliuolo

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