La porta dello Zar davanti alla Biblioteca Nazionale

zar

“La porta dello zar.”

E’ proprio questo il nome dell’ingresso del giardino del Palazzo Reale. Ci verrebbe da pensare che la storia di questa porta nasce con il passaggio di qualche personaggio russo che accortosi di avere i lacci slacciati si sia inginocchiato proprio in quel punto per allacciarseli. Oppure, che qualcuno dei mille Nicola di Russia sia inciampato nell’aiuola o che abbia perso addirittura la vita al seguito di qualche spettacolo al San Carlo.

E invece, non è proprio così. Ma un Nicola centra comunque.

Nel 1844, Nicola I e signora, decidono di seguire la moda europea e fanno un salto a Napoli. Sia per l’aria salubre, sia per il sole, sia per il Mar Mediterraneo, sia per il mandolino, la Signora Aleksandra Fёdorovna si innamora di Napoli e convince l’adorato maritino a far un regalo a Ferdinando II di Borbone per ringraziarlo dell’ospitalità ricevuta.

E cosa si può regalare a Ferdinando?

Una coppia di palafrenieri! Per chi non sapesse cosa sono, i palafrenieri sono degli aiutanti dei cavalieri. In questo caso, il regalo consisteva in due statue bronzee che ritraggono due palafrenieri nell’atto di domare un cavallo.

Ma indovinate?

Camminando per San Pietroburgo, sul Ponte Anickov, ne troverete due UGUALI UGUALI. Una coincidenza? Proprio no! L’intento dello zar, era quello di partire da un ponte reale fino ad arrivare a Napoli, tramite un ponte ideale che collegasse le due capitali, così diverse eppur così simili tra di loro.

Arriviamo così al nocciolo della faccenda: l’ingresso del giardino del Palazzo Reale prende questo nome grazie alle due statue, chiamate oggi “cavalli russi”.

Si consiglia, quindi, di indossare una sciarpa nei pressi del giardino, poichè in Russia in questo periodo fa piuttosto freddo.

Testo di Roberta Montesano
Foto di Valeria Sironi

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