La grotta di Seiano, capolavoro d’ingegneria romana

Grotta di Seiano

A Via Coroglio c’è la Grotta di Seiano: un tunnel meraviglioso che porta nel paradiso del Pausylipon, nome che significa letteralmente “tregua dagli affanni”.

Si tratta di una immensa grotta, altissima, monumentale. Un capolavoro di ingegneria che ha la bellezza di circa 2000 anni.
Lunga quasi un chilometro ed alta 14 metri, impressiona sin dall’entrata ed è un capolavoro di ingegneria che ancora oggi lascia a bocca aperta. Nonostante la lunghezza, le dimensioni della grotta erano così grandi per permettere una buona areazione e l’ingresso di sufficiente luce, in modo tale da poterla percorrere in tutta sicurezza.
Si trattava di una antica cava di tufo, inizialmente utilizzata per prelevare i materiali per la costruzione delle ville romane fra Posillipo e Coroglio, che all’epoca erano considerati posti di vacanza d’elite.
Fu poi una idea dell’architetto Lucio Cocceio la trasformazione di questa cava in una grotta che fungesse da “scorciatoia” per l’ingresso alla villa di Pollione, arrivando fino alla Gaiola.

E allora perché il nome della grotta è attribuito a Seiano, il sanguinario prefetto (e confidente) di Tiberio?
In realtà per un falso mito: la leggenda vuole, infatti, che il passaggio nella collina sia stato costruito dietro ordine di Seiano. In realtà, diverse fonti dimostrano che la grotta esisteva già ai tempi di Cesare, quando furono create anche diverse altre opere per migliorare la mobilità a Napoli e dintorni, come la Crypta Neapolitana.

Dopo il Medioevo, poi, si perse traccia per circa 500 anni di questo luogo. Sarà riscoperto nel 1840 e restaurato per volontà di Ferdinando II di Borbone, che se ne interessò personalmente.
Dopo il restauro, la grotta diventò meta di passeggio per i più grandi intellettuali d’Europa: basta pensare che in uno dei cunicoli di areazione si incastrò un certo Sir Arthur Conan Doyle, che, curioso, volle provare ad avventurarsi in uno di quegli anfratti dai quali entra ancora oggi la luce che illumina il tunnel.
Dimenticato per altri cent’anni dopo la fine dei Borbone, il tunnel è stato di nuovo riaperto all’inizio del III millennio.

Per visitarla: https://www.areamarinaprotettagaiola.it/il-parco-archeologico-del-pausilypo

-Federico Quagliuolo

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