Quando i Borbone adottarono il tricolore italiano

Una visione insolita: cosa ci fa il simbolo dei Borbone sulla bandiera italiana?
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Il tricolore italiano con all’interno lo stemma della dinastia borbonica. Una bandiera che farebbe drizzare i capelli di tutti i filoborbonici. Eppure è realmente esistita.

Ma partiamo dalle origini.
La storia del tricolore Italiano è, come un po’ tutte le cose, ereditata dall’esperienza Francese: il blu ed il rosso sono i colori di Parigi, il bianco è il colore della casata dei Borbone, a cui apparteneva Luigi XVI.


In Italia del Nord, nel frattempo, la rivoluzione si insinuava negli animi e nelle sedi di tutte le società segrete di fine ‘700: si pensò bene di cambiare il blu con il verde: c’è chi afferma che sia merito dei moti massonici e carbonari, che vedevano nel verde la natura e quindi i “diritti naturali dell’Uomo“, e chi invece lega la fascia verde ai colori storici della Regione Lombardia, luogo in cui fu per la prima volta ideata la bandiera Italiana.
Anzi, fu proprio Napoleone che, giunto in Italia, legittimò per la prima volta l’utilizzo del tricolore moderno: Qui un documento interessante.

Il 1700 fu epoca di rivoluzioni, cambiamenti, stravolgimenti e sogni, tutti chiusi nel sangue: durante la Repubblica Napoletana del 1799, anche il popolo napoletano adottò quel tricolore francese portatore di nuovi ideali, ma, volendo rinnegare Ferdinando IV, il bianco borbonico del tricolore francese fu sostituito con il giallo, in modo da richiamare, assieme alla fascia rossa, i colori dello stemma della città di Napoli.

Dopo la fine della breve repubblica, fu ripristinata l’antica bandiera bianca borbonica.

Bandiera repubblica partenopea
La bandiera della Repubblica Partenopea aveva il blu della repubblica francese e il giallo e il rosso della città di Napoli

Ed allora come è arrivato il tricolore “nordico” al Sud?
Per lo più grazie ai moti carbonari e rivoluzionari di metà ‘800.
Già nel 1848, infatti, il Re Ferdinando II fu costretto a cambiare il vessillo di Stato, fino ad allora bianco, aggiungendo i colori verde e rosso; la Sicilia della rivoluzione dello stesso anno, invece, scelse proprio il tricolore di sua spontanea volontà, inserendo al centro il simbolo della Trinacria.
Tutto sparì di nuovo nel 1849, con il ritorno della storica bandiera bianca delle Due Sicilie.

Il tricolore concesso da Ferdinando II nel 1848 e revocato nel 1849

Vent’anni dopo il giovane Re Francesco II si trovò ad affrontare la più grande crisi del Sud Italia, con le truppe garibaldine che incedevano e conquistavano territori, mentre le classi intellettuali napoletane si rivoltavano contro il loro stesso governo.

Il Re, provando disperatamente a mantenere il controllo sulle macerie di un governo ormai condannato, in uno dei suoi ultimi atti legislativi, impose l’utilizzo del tricolore italiano anche per il Regno delle Due Sicilie, su proposta del suo fidatissimo consigliere, l’ambasciatore Giacomo De Martino.

Fu più che altro un atto disperato per “salvare” il suo regno dall’inevitabile fine, un po’ come il trattato di alleanza con il Regno di Sardegna proposto a Vittorio Emanuele II nel Giugno 1860.
Questa bandiera durò solo un anno, dato che fu sostituito lo stemma dei Borbone con quello sabaudo immediatamente dopo l’annessione.

Insomma, al di là della poesia risorgimentale sui colori della moderna bandiera Italiana, nei mille stravolgimenti della Storia, continua ad esistere il colore storico della dinastia borbonica proprio all’interno della fascia bianca, grazie ai Borbone di Francia che ispirarono i colori della prima bandiera francese, poi “copiata” in Italia ed arrivata nel moderno tricolore nazionale.

-Federico Quagliuolo

Curiosità:

Nazionale Rugby colore
Il colore originale “blu Savoia” non è quello elettrico della nazionale di calcio, ma quello più tenue delle maglie della nazionale di rugby

Nonostante sia stata, dal 1848 in poi, adottata dai Savoia, la bandiera italiana non ha nessun legame con i colori della monarchia piemontese. D’altro canto, il “blu savoia” è diventato il colore di quasi tutte le rappresentative nazionali sportive, dal calcio alle nazionali olimpiche.

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