Il nostro progetto

Storie di Napoli NON è una testata giornalistica e non lo sarà mai. 

Non siamo un giornale: non scriviamo articoli, ma racconti. Nessuno di noi ha il tesserino da giornalista, né altri riconoscimenti professionali: siamo tutti ragazzi di vent’anni con le più diverse idee politiche e religiose, ognuno di noi ha un sogno da coltivare e raggiungere. Ognuno cerca un futuro diverso e sta percorrendo strade universitarie completamente diverse, tutti accomunati da un interesse: raccontare Napoli con un’ottica artistica.

Le nostre non sono notizie, non facciamo cronaca e, soprattutto, il nostro non è un lavoro, ma una passione: chi scrive su Storie di Napoli lo fa solo spinto dall’interesse per la fotografia e la scrittura su Napoli, perché crede che non esista riscatto migliore per una città, se non quello della cultura: siamo contro le “collaborazioni gratis” dei giornali web e per questo siamo nati come portale indipendente da tutti. Non c’è scopo di lucro nel nostro progetto e siamo anche contro tutti quelli che sfruttano le storie di Napoli per guadagnar soldi, dai giornali più grandi ai blog personali: la cultura non è denaro.

Le nostre storie sono tutte frutto di ricerche storiche precise su libri e siti web: non copiamo mai né “prendiamo spunto” da Wikipedia o da altri siti web. Le nostre storie possono essere romanzate, raccontate in modo enfatico o semplicemente concentrate su dettagli poco conosciuti: ogni racconto rispecchia l’idea della persona che l’ha creato.

Storie di Napoli è quindi un luogo di amicizia e cultura: siamo tutti innamorati di Napoli e delle immense conoscenze che nasconde. I nostri testi sono da leggere come se fossero una conversazione fra amici, il racconto di un episodio interessante, una confidenza, uno scambio di opinioni e di idee fra pari: abbiamo tutti fame di cultura, dal lettore allo scrittore!
Ma non vi abbiamo ancora detto chi siamo e, per le notizie “di rito”, vi rimandiamo alla nostra presentazione ufficiale:

LA STORIA DI STORIE DI NAPOLI

Storie di Napoli nacque nel Maggio 2014 come tutte le cose belle: per puro caso.

Tutti gli autori, infatti, condividono un fortunato incontro fra i banchi di scuola: siamo tutti nati al Vomero, quasi tutti figli del Liceo Sannazaro, ed abbiamo vent’anni.
Ci siamo conosciuti fra il progetto di giornalismo scolastico, un panino del sabato sera ed un concerto di qualche band di amici. È bastata la passione per la fotografia a legare le nostre vite.
Poi l’esame di maturità separò le nostre frequentazioni: ci dividemmo fra chi scelse Ingegneria, chi Giurisprudenza, chi Architettura, chi Biologia e chi Lettere, credendo di aver lasciato le nostre amicizie scolastiche nel bellissimo scatolone dei ricordi del liceo, senza sapere che, solo qualche anno dopo, ci saremmo tutti ritrovati.

“Fotografia” è infatti un termine insolito per un libro: se siamo partiti come fotografi, come siamo arrivati a scrivere un libro di storie?
Amanti degli scorci che solo Napoli è capace di regalare, la passeggiata di domenica mattina era diventato un rituale irrinunciabile, quasi magico, per me, Roberta e Valerio, rimasti legatissimi anche dopo il liceo.
L’obiettivo delle nostre esplorazioni? Scoprire i luoghi abbandonati di Napoli.
Fu così che ci addentrammo in vicoli sempre più strani e sconosciuti di Forcella, della Sanità e del Mercato come bambini entusiasti ed imprudenti, all’allegra ricerca di qualcosa di mai ben definito, pronti ad entusiasmarci alla vista della prima colonna romana incastrata in un muro o al primo rudere di qualche orribile costruzione dimenticata.

Grazie alle prime fotografie condivise online, subito si unirono al nostro piccolo gruppo Gaia, Valeria, Lidia e Mariagiovanna: fra mille passeggiate, esplorazioni e scoperte, mancava solo la scintilla per far esplodere un qualcosa di meraviglioso.
Nel frattempo, a tavola con gli amici, sguardi curiosi chiedevano insistentemente i resoconti delle nostre avventure, anzi, con nostro sommo stupore, molte serate diventavano un improbabile comizio di Papà Castoro: “Come fai a scoprire questi posti?” “Secondo te davvero ci sono fantasmi?” “Mi racconti un’altra Storia?” “…e quando vogliamo andarci assieme?

Fu poi l’incontro con Colapesce a mettere tutti i tasselli in ordine: all’uscita dall’università, scoprii, per sentito dire, l’esistenza di un essere mitologico che si nascondeva proprio in una lapide di fronte alla sede centrale di Giurisprudenza. Decisi di chiedere a qualche abitante della zona chi fosse quel personaggio e come si chiamasse, ma le informazioni erano pochissime e frammentarie.
Giorni dopo l’inizio della ricerca, incontrai una anziana signora che sembrava vivesse da millenni in quel quartiere e che mi raccontò una storia narrata da sua nonna: il mostro raffigurato sulla lapide si chiamava Colapesce e sarebbe diventato di lì a poco il simbolo del nostro entusiasmo e delle nostre scoperte, il padre di Storie di Napoli.
Con l’incosciente euforia di un piccolo Indiana Jones dei vicarielli, tornai a Via Mezzocannone, saltai in piedi sulla sella della Vespa, e, in posizione assai precaria, fotografai la lapide di Colapesce con il solo intento di raccontare in una didascalia la storia appena scoperta.
Di lì, un amico lanciò una proposta, quasi per scherzo: “perché non aprire una pagina Facebook per raccontare queste vostre scoperte?
Ed il resto è Storia di Napoli.
Travolte dal nostro entusiasmo, nel 2015 si sono aggiunte al gruppo Beatrice ed Arianna, che già sono una colonna portante delle nostre ricerche. Poi, a Gennaio 2016, sono arrivate anche Federica e Camilla, protagoniste del futuro.
Nel frattempo, decine e decine di amici ci hanno aiutato, accompagnato, incoraggiato nel trovare nuove storie che, da elettrizzanti cacce al tesoro, si trasformarono in missioni sempre più precise, vere e proprie spedizioni esplorative nei luoghi più disparati per raccogliere anche una sola fotografia.
Ed adesso, durante la scrittura del libro, abbiamo conosciuto ed accolto nuovi meravigliosi compagni di avventura che hanno realizzato i disegni del libro con tutto il loro entusiasmo e l’amore per un progetto creduto quasi folle.

È proprio questo il nostro obiettivo, il nostro sogno, la nostra gioia: svegliare e far ridestare quell’amore per la Storia nei ragazzi di Napoli, un interesse anestetizzato e dormiente, che scoppia come una scintilla fa divampare una fiamma nel momento in cui si scopre la storia della propria casa.

Nasciamo quindi orgogliosamente con una natura spontanea, indipendente e libera da ogni interesse politico ed economico, senza un capo e svincolati da ogni tristissima logica di mercato. Alcuni ci classificano come un “giornale online”, ma noi rigettiamo questa definizione: siamo cantastorie, piccoli novellieri innamorati di Napoli con il sogno di raccontare, con i mezzi moderni, le storie che cent’anni fa scrivevano Ferdinando Russo e Salvatore Di Giacomo.
Durante la nostra esperienza abbiamo stretto amicizia con altri appassionati che raccontano le storie di città meravigliose come Torino e Roma: proprio in tempi in cui c’è un odio esasperato fra le antiche capitali italiane, vogliamo diffondere un messaggio d’amicizia, d’amore verso la cultura in ogni sua forma. Siamo infatti gemellati con “Storie di Torino“, un’altra pagina nata con la nostra stessa natura.

 

LE RAGIONI

Desideriamo effettuare ricerche storiche e raccontare ai cittadini ed ai turisti luoghi e leggende popolari ignote alle comuni guide turistiche: vogliamo parlare del Tempio della Scorziata, della leggenda di Colapesce, del fiume Sebeto, della Chiesa di S. Maria del Parto o vogliamo parlare dei mestieri dimenticati di Napoli come il solachianiello, lo spurtellaro e tanti altri; vogliamo infine raccontare la storia di luoghi ormai abbandonati e la storia della toponomastica di certe strade come Vico Limoncello, Purgatorio ad Arco, Cinesi e tantissimi altri.
Per non parlare dei napoletani illustri che nessuno ricorda più: chi era Francesco Del Giudice? E Mariano Semmola? O ancora, chi si ricorda di Nicola Rocco?
Oppure ancora, quanti illustri stranieri morirono sulle rive del golfo, come Mary Somerville e Antonio Pitloo?

Quanti esempi ha offerto il passato alle nuove generazioni? Perché non raccontare le loro vite? E perché non seguire le loro orme?

Vogliamo raccontare attraverso le nostre fotografie e disegni la Napoli che, un tempo, era la seconda città d’Europa per splendore e grandezza. Con la speranza che sia anche un mezzo per sensibilizzare una popolazione che ha ora più che mai fame di cultura, a scapito di quanto provino a dimostrare tanti giornali con un bombardamento di centinaia di notizie stupide o tendenziose.

 

 

La nostra squadra è composta esclusivamente da ragazzi dall’età under-23:

Federico Quagliuolo, Valerio Iovane, Roberta Montesano, Mariagiovanna Guillaro, Gaia Borrelli, Lidia Vitale, Arianna Giannetti, Beatrice Morra, Federica Russo, Cristina Bianco, Camilla Ruffo, Claudio Agave

I disegnatori:

Laura Capuano, Diana Damiani, Anna Del Vecchio, Lisa Mocciaro, Michele Silenti, Claudia Cerulo, Eleonora Bossa, Giorgia D’Emilio, Flavia Guarracino, Annamaria Docimo, Francesca Diana, Sara Palumbo, Sonia Pastore

Author: Storie di Napoli

Venticinque ragazzi che, dal liceo e dall'università, sono partiti alla ricerca di ogni storia dimenticata, delle leggende popolari mai raccontate e del folklore napoletano. Dieci scrittori e quindici disegnatori uniti per raccontare attraverso l'arte l'anima di Napoli. Nati per essere indipendenti da ogni capo, finanziatore, partito o interesse economico: ci muove solo la passione. Conoscere le storie di Napoli significa infatti scoprire la vera anima della città: innamorati di Napoli con gli innamorati di Napoli!

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