Oops! It appears that you have disabled your Javascript. In order for you to see this page as it is meant to appear, we ask that you please re-enable your Javascript!

Il Chiostro delle Clarisse a Santa Chiara

10477044_1470626713216790_1576362590884953139_n

È difficile non notare il suo tetto verde quando si guarda Napoli dall’alto ed è sicuramente impossibile non meravigliarsi innanzi alla sua mole passeggiando per Spaccanapoli; di cosa sto parlando? Ma della Chiesa di Santa Chiara! Ora, sebbene la Chiesa sia molto conosciuta ed anche assiduamente visitata , essa cela con la sua grande mole gotica un gioiello assoluto di arte partenopea: il chiostro maiolicato delle Clarisse.

Questo incantevole luogo è incorniciato da un quadriportico affrescato risalente al periodo di edificazione della chiesa e del monastero, quindi alla prima metà del Trecento. La parte centrale del chiostro fu ampiamente modificata nel 1742 da Domenico Antonio Vaccaro, il quale vi dispose 72 pilastri a pianta ottagonale, rivestiti da maioliche disegnate dallo stesso Vaccaro e realizzate da Donato e Giuseppe Massa.

Questi pilastri sono intervallati da sedili ,anch’essi maiolicati, sui quali sono raffigurate scene di vita agreste o marinara, mentre sui pilastri sono raffigurati motivi vegetali. I pilastri e i sedili costituiscono due grandi viali che si incrociano al centro, circondati da ampie aree- giardino destinate ad agrumeti. Il chiostro sorge su delle antiche terme romane, oggi visibili all’interno del museo dell’Opera.

Sebbene questo sia una vera oasi di silenzio e pace , anche il chiostro di Santa Chiara si trova ad essere protagonista di una delle tante leggende che vengono tramandate dal popolo partenopeo. Infatti si dice che qui aleggi il fantasma della regina Giovanna I d’Angio , la quale ,dopo essere stata assassinata nel castello di Muro Lucano ,non fu sepolta in terra consacrata, ma gettata in una fossa comune. Un’altra interpretazione però riporterebbe che il fantasma non sia quello di Giovanna I ma di Sancha di Maiorca , moglie di Roberto d’Angiò , che alla sua morte fu costretta a prendere i voti. Si dice che chiunque incroci gli occhi di questa anima in pena , lascio a voi decidere se questa sia Sancha o Giovanna, sia destinato a morire all’istante.

In ogni caso non fatevi intimorire da questa storia ! Andate a visitare questo meraviglioso chiostro , perché davvero vi lascerà senza fiato; un incrocio meraviglioso tra arte gotica e barocca , fuse insieme in un intrico di colori e forme che aspettano solo di poter accogliere visitatori per avvolgerli in questa atmosfera senza tempo.

-Gaia Borrelli

Author: Gaia Borrelli

Diplomata al Liceo Classico Sannazaro di Napoli, ora studentessa di architettura presso la Federico II. Amo disegnare, fotografare ,ballare e scoprire la mia città. Speranzosa di poter trasmettere la mia passione per Napoli e le sue storie il più possibile.

Share This Post On