Friedrich Dehnhardt, il primo direttore del Bosco di Capodimonte

Il primo direttore del Bosco di Capodimonte fu il tedesco Ritter Friedrich Dehnhardt, botanico di fama mondiale e studioso all’università di Gottinga.

Un’abitudine storica, quindi, quella del Bosco di parlare lingue straniere: il dottore tedesco visse per quasi cent’anni (dal 1783 al 1870) e la maggior parte della sua vita la passò a Napoli, quando era ancora la capitale della cultura e punto d’arrivo delle migliori menti d’Europa.

Spesso si dice che, per un lavoro, si andrebbe a piedi anche in un’altra città. Il buon Dehnhardt prese alla lettera questo modo di dire, tant’è vero che, dopo aver gestito il Parco Schohnbrunn a Vienna, fu chiamato in Italia e arrivò a Milano a piedi, dopo una camminata durata ben 40 giorni!

Nel 1811 giunse quindi finalmente a Napoli, quand’era ancora sotto il dominio francese: Iniziò il suo lavoro come gestore del giardino dei Camaldoli, di proprietà di Francesco Ricciardi, quello che diventerà il ministro della giustizia sotto Ferdinando I di Borbone.

Fece subito notare il suo valore e Re Ferdinando gli affidò la progettazione dei giardini della Villa Floridiana del Vomero, oltre ad occuparsi anche dell’ampliamento del “boschetto” della Villa Comunale.

Fu anche preso sotto l’ala protettiva di Michele Tenore, il direttore del Real Orto Botanico che lo ingaggiò come ispettore e, infine, Francesco II gli affidò la reggenza del Bosco di Capodimonte. Nel 1840 fu lo stesso Dehnhardt a dare forma ai fiori e alle piante del bosco così come li vediamo oggi.

Durante i suoi anni di studio ai Camaldoli, diede il suo nome a numerose specie di piante, fra cui l’Eucaliptocamaldolensis“, una varietà australiana che gli fu inviata da un suo amico studioso direttamente dal New South Wales.
I tre eucalipti piantati proprio da Dehnhardt, purtroppo, furono tagliati nel 1920 per far spazio ad una casa di un privato. Le sue ricerche, invece, furono trafugate durante l’Unità d’Italia ed adesso sono conservate nel Museo di Storia Naturale a Vienna, assieme ad una serie di piante che hanno preso il nome dello studioso tedesco.

La sua vita di studioso fu intensa e ricca di pubblicazioni, oltre ad essere stato il principale artefice delle bellezze floreali ed arboree del Bosco di Capodimonte, oggi in gran parte sparite.

C’è anche una particolarità, forse unica, della sua carriera nel Regno: fu probabilmente l’unica persona capace di mantenere il suo incarico per quasi cinquant’anni, superando la dominazione francese, il regno delle Due Sicilie e, addirittura, finendo nel Regno d’Italia. Assieme al pompiere Francesco Del Giudice, il suo merito e la sua bravura convinsero tutti i politici a non toccare mai la sua posizione.

Poi, una volta ritiratosi, il Bosco di Capodimonte fu diretto da suo figlio, Adolfo Dehnhardt.

La sua statua, con una iscrizione in tedesco, è conservata in un luogo assai nascosto del Bosco, vicino Porta Grande.

-Federico Quagliuolo

Riferimenti:
https://www.codiferro.it/friedrich-dehnhardt-germania-napoli/
https://howlingpixel.com/i-it/Friedrich_Dehnhardt

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