Giuseppe Navarra, il più famoso dei guappi

Durante la guerra qualcuno provò a rubare il tesoro di San Gennaro, ma Giuseppe Navarra, il Robin Hood di Napoli, dopo la guerra riuscì a salvare quanto di più caro ci fosse per il popolo di Napoli

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Chi era il “Guappo”? Un singolare individuo che passava rapidamente dalle parole ai fatti senza aver paura di nulla e di nessuno.

Chi commetteva ingiustizie nel suo territorio, soprattutto nei confronti di giovani fanciulle, doveva vedersela direttamente con lui . Riusciva a risolvere qualsiasi tipo di situazione sia con la violenza, inizialmente mediante intimidazioni, ed eventualmente passando ai fatti, sia con le parole, dispensando consigli e infondendo coraggio a tutti coloro che gli chiedevano aiuto. Ma bisognava rispettarlo. Era impossibile incrociare un guappo senza togliersi il cappello o salutarlo. In alcuni casi l’ affronto poteva essere punito persino con la morte del malcapitato. Aveva inoltre un modo di porsi molto particolare, a dir poco teatrale: tra i suoi gesti “classici” si ricordano lo schiaffeggiamento e lo sfregio del volto. La seconda pratica in particolare, consisteva in un colpo di rasoio atto a ferire la guancia della donna che aveva tradito.


Non può certo mancare un piccolo aneddoto.


I più famoso guappo napoletano fu un certo Giuseppe Navarra detto ‘o re ‘e Poggioreale. Rubando alle forza armate americani riusciva a sfamare parte della popolazione. Era così tanto ben visto in città che, nonostante esercitasse attività illecite, gli fu affidato il compito di riportare a Napoli il tesoro di San Gennaro, custodito, durante la guerra, a Roma. Navarra, giunto nella capitale, caricò su un auto le casse contenenti i preziosi oggetti e riprese la via di casa. Durante il tragitto fu fermato dagli uomini del pericoloso bandito La Marca che gli intimarono di scendere. Affermando che la cassa conteneva roba di poco valore, riuscì a convincere La Marca a lasciarlo andare regalandogli la propria cravatta di seta. Tornato in città fu acclamato a gran voce dal popolo e l’ arcivescovo decise di ricompensarlo con la preziosa somma di 250000 lire che Navarra decise di destinare ai poveri della città.

-Valerio Iovane

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