Francesco De Sanctis, il genio della letteratura italiana

Francesco De Sanctis Pincio Roma
Francesco De Sanctis. Un nome che, solo leggendolo, deve far inchinare generazioni di professori, studenti ed intellettuali.
Basta pensare che il paese in cui nacque, Morra Irpina, cambiò nome in Morra De Sanctis dopo la sua morte.Avellinese di origine, napoletano di adozione: passò gran parte della sua vita a Napoli, cambiando spesso casa fino al 1863, quando si sposò ed andò ad abitare a Via San Severo, oggi chiamata… Via De Sanctis.

Politico, professore e letterato famoso in tutto il mondo: i suoi libri di letteratura italiana hanno centocinquanta anni ed ancora oggi sono utilizzati dagli studenti universitari.

De Sanctis rappresenta il sogno americano, il “Self made man”, l’uomo che emerge grazie alle sue forze: perso tutto il patrimonio di famiglia dopo l’arresto del padre, si trasferì dallo zio a Napoli all’età dieci anni, con il solo sogno di essere ricordato dalla Storia.
Non voleva, non poteva essere una meteora nel mondo degli intellettuali napoletani. Rischiava di morire come un “giovane di belle speranze” oppure di diventare prete come lo zio Carlo.

Svolse perciò numerosi lavori umili, fra i quali il copista di un avvocato ed il garzone, finché non cominciò ad insegnare all’università di Napoli a trent’anni, grazie alla guida del maestro Basilio Puoti, che lo lanciò nel mondo degli intellettuali napoletani e gli presentò un certo Giacomo Leopardi.

De Sanctis fu un professore stimatissimo fino a quando non si unì ai moti rivoluzionari del 1848: fu esiliato ed a Zurigo continuò ad insegnare letteratura.
Dopo l’Unità non si arrese: tornò a Napoli nel 1860 e diventò il primo Ministro dell’Istruzione della storia d’Italia.
Si dice che conservasse orgogliosamente il suo accento meridionale anche nel parlamento piemontese e lottò con tutte le sue forze contro le politiche corrotte e trasformiste, provando ad innovare in tutti i modi il sistema scolastico italiano, soprattutto a Sud.
Un completo fallimento: per ogni sua proposta di riforma, incontrò l’opposizione da parte di tutto il parlamento.
Disgustato dalla politica e dai “giochi di palazzo”, si ritirò a Napoli e finì la sua vita pubblicando libri e studi sulla letteratura italiana.

-Federico Quagliuolo

 

Riferimenti:
http://www.treccani.it/enciclopedia/francesco-de-sanctis_%28Dizionario-Biografico%29/

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