La chiesa di Santa Maria del Carmine Maggiore al Mercato

Napoli, il miracolo del crocifisso nella chiesa del Carmine al Mercato

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Mamma d’o Carmine, attenzione.. pallaaaa!

No, non siamo in un campetto da calcio ma bensì nella basilica di Santa Maria del Carmine Maggiore, in piazza del Carmine, adiacente piazza Mercato. Quello che vi racconto oggi è un inspiegabile fenomeno avvenuto proprio qui, che riguarda il crocifisso di questa chiesa.

Il 17 ottobre del 1439 Pietro di Castiglia, fratello di Alfonso d’Aragona, con la sua bombarda, la “Messinese”, sparò una palla ancora conservata nella cripta della chiesa che sfondò l’abside dirigendosi verso il crocifisso. Ecco qua, penserete voi, sicuramente con quel colpo noi napoletani avremmo detto addio al crocifisso. Invece no! La statua era intatta e il Cristo aveva la testa piegata come se avesse voluto schivare il colpo, proprio come facciamo noi quando qualcuno ci urla “attenzione, pallaaa!”. Si dice che Gesù avesse gli occhi rivolti al cielo e il suo capo fosse privo della corona di spine, ma non è tutto.

Non contento, il carissimo Pietro diede l’ordine alla sua Messinese di fare fuoco ancora una volta e proprio nel mentre, un colpo nemico partito dal campanile della chiesa gli troncò il capo. La bombarda in questione si chiamava la “Pazza”, pensate un po’! Il tutto accadde durante la guerra mossa dagli Aragonesi agli Angioini per togliere a questi ultimi il possesso di Napoli. Il Re Alfonso allora tolse l’assedio ma quando nel 1442 tornò all’assalto, il 2 giugno entrò trionfalmente nella città e il suo primo pensiero fu il recarsi alla chiesa del Carmine per venerar il crocifisso e costruire un sontuoso tabernacolo, per riparare al sacrilego atto compiuto dal fratello. L’opera fu ultimata dopo la morte di Alfonso e il 26 dicembre del 1459 il tabernacolo potè finalmente accogliere il crocifisso. Da quel giorno quest’ultimo resta coperto tutto l’anno e viene svelato solo il 26 dicembre, restando visibile per otto giorni, fino al 2 gennaio quindi se non l’avete mai visto, quest’anno non perdetelo! La stessa cerimonia si ripete nel primo sabato di quaresima per ricordare l’avvenimento del 1676, in cui Napoli fu risparmiata da una terribile tempesta, sedata secondo la leggenda popolare dall’intervento del crocifisso svelato in via eccezionale per l’occasione nefasta.

Vi lascio la foto della navata di questa basilica in cui vennero celebrati anche i funerali di Totò (1967) e di Mario Merola (2006) e vi do appuntamento a martedì prossimo per un’altra curiosa storia su questa maestosa chiesa!

Alla fine ricordatevi che nuje napoletani tenimmo sempre un aiuto dalla Mano de Dios.. o no?

-Mariagiovanna Guillaro

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