I cassettoni “romani” di S.Francesco di Paola

Cassettoni San Francesco di Paola

No, state tranquilli, non siamo diventati “Storie di Roma”: sono i cassettoni che traggono in inganno, gli stessi cassettoni realizzati tra 118 e il 128 d.C. dagli antichi romani nel Pantheon, che ritroviamo nella chiesa di S. Francesco di Paola a Piazza del Plebiscito.

Agli inizi dell’800, Napoli era piena di conventi ed edifici religiosi: un napoletano poteva recarsi tutti i giorni in un edificio diverso, e dopo 365 giorni aver visitato neanche la metà di questi.

Nel 1809, al seguito dell’abbattimento di alcuni conventi, ci fu un concorso pubblico per la risistemazione dell’odierna Piazza del Plebiscito, l’idea iniziale era quella di costruire un edificio con funzioni laiche, come un “Pantheon Nazionale” o un monumento ai cittadini illustri, negli elaborati dei partecipanti vediamo nascere l’idea dell’esedra in stile San Pietro, che abbraccia i visitatori.
Ma nel 1815, il programma cambiò, Ferdinando I bandì un nuovo concorso e volle che al centro del porticato si edificasse una chiesa.

Nonostante che nel 1816 fosse già stata stilata una graduatoria dei vincitori del concorso, il re chiamò l’architetto luganese Pietro Bianchi per realizzare il progetto, di fatto scavalcando tutte le classifiche realizzate in precedenza: il nostro Bianchi nonostante avesse criticato fortemente i progetti dei vincitori si ispirò a loro, e presentò al re il suo progetto riprendendo l’esedra con al centro la chiesa dedicata a S. Francesco di Paola, in stile Pantheon.

Piazza del Plebiscito rappresenta così una specie di ring, da un lato il Palazzo Reale con le statue degli uomini che cercarono di “domare” i napoletani e dall’altro una chiesa, simbolo della cristianità che ha sempre tentato di domare la nostra bella città.

D’altro canto, i Borbone avevano a Roma la “chiesa nazionale dei napoletani”!

Roberta Montesano

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